Accrescere la propria autostima e consapevolezza in preparazione al cambiamento

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L’infanzia modella significativamente la visione che abbiamo di noi stessi e del mondo e la nostra storia inevitabilmente influenzerà noi stessi, il nostro modo di vedere gli altri da noi, i nostri figli, le cure che forniremo loro e il nostro modo di aiutarli nel processo di crescita.

Come persone, adulti, genitori (ed educatori) tutti noi tendiamo a mantenere le nostre opinioni, qualunque esse siano – spesso inconsciamente – come se fossimo prigionieri di un potente incantesimo.

É solo quando diventiamo consapevoli di come siamo stati educati, sorretti, contenuti o no, che possiamo iniziare a “capire” ciò che è utile, positivo e arricchente. Quindi iniziare a lavorare psicologicamente per superare quegli aspetti che, invece, sono stati limitanti e distruttivi.
In questo breve contributo parleremo di una delle motivazioni frequenti che spingono ad andare dallo psicologo, ovvero di come accrescere la consapevolezza e di come la condivisione di un nostro pensiero con un’altra persona possa aumentare la nostra obiettività nel dare ad esso l’opportuno significato.

Come accrescere la consapevolezza e l’autostima

La nostra vita viene spesso attraversata da situazioni che non possiamo prevedere, che possono rivelarsi difficili se non disponiamo degli opportuni strumenti intellettivi ed emozionali per gestirle.
Al contrario, se gli eventi sono vissuti in maniera consapevole ed opportuna, possono direzionarci verso cambiamenti salutari.

Perché questo avvenga risulta fondamentale ottimizzare la propria capacità di entrare in relazione con noi stessi (mondo interno) e con gli altri (mondo esterno).
Ciò consentirà di fare maggior chiarezza intorno alle situazioni che ci hanno portato disagio e malessere,  guidandoci verso visioni salutogene (promozione della salute).

La società impone uno stile di vita che solitamente spinge la persona ad essere sempre più sola e a sentirsi inadeguata, con la conseguente ricerca di relazioni in cui ci appare possibile attenuare il senso di solitudine.
Capita spesso di sentirsi emotivamente bloccati, incapaci di realizzare i propri desideri poiché sovrastati dai doveri a cui dobbiamo quotidianamente far fronte.

Se il mondo esterno ci chiede risposte semplici, congrue e soddisfacenti, a maggior ragione dobbiamo soddisfare la stessa istanza che proviene dal mondo interno che ci chiede di essere ascoltato con chiarezza, coerenza ed amore. Ad esempio le nostre parti ombra (ovvero ciò che non desideriamo di noi stessi) chiedono un’integrazione alla coscienza per essere tranquille e pacificate.

Di solito le persone passano attraverso eventi ed esperienze senza accorgersi realmente di ciò che hanno vissuto, proprio perché inconsapevoli dei loro vissuti e delle loro esperienze. Lavorare sulla mindfulness – e cioè la consapevolezza – significa favorirla: consentire agli occhi il buon vedere, al gusto il buon assaporare, alle orecchie un buon ascolto, al tatto il buon con-tatto, e all’olfatto il buon odorare.
Attraverso questi passaggi verrà così amplificata anche la parte cognitiva e quella emozionale, potendo così rispondere più adeguatamente alle richieste che ci vengono formulate o ai nostri desideri e bisogni.

La consapevolezza si coltiva raffinando la nostra capacità di prestare attenzione intenzionalmente al momento presente, mantenendola attiva al meglio nel tempo. Nel farlo stabiliamo un contatto sempre più diretto con la nostra vita.
Di solito giudichiamo tutto ciò che sperimentiamo formando opinioni rapide, in base a ciò che ci piace e non ci piace, a ciò che desideriamo e no. Il percorso verso una maggiore consapevolezza ci fornisce una potente strategia di vita con nuove potenzialità psichiche più adeguate per prestare una maggiore attenzione a ciò che facciamo in ogni circostanza, per vedere oltre il vero delle sensazioni e dei pensieri automatici, fino ad una realtà più profonda.

La persona consapevole è viva perché sa che cosa prova, sa dove si trova e sa quale momento vive. Esiste un naturale e coerente cammino dell’uomo che, partendo dall’essere in uno stato iniziale psico-fisico non pensante, passa al pensare inteso come livello mentale costruito sugli istinti e sulle emozioni; per giungere, infine, all’agire che si concretizza in parole e comportamenti, per quanto possibile, consapevoli.
In altre parole, si passa dalla nascita della vita psichica alla vita psichica (M. Mengheri, “Sentieri”, E.T. S., Pisa, 2008).

É comunque importante favorire un processo di dialogo con se stessi. É utile avvicinarsi sempre più a quelle parti psichiche che abbiamo paura di contattare. Trovare quindi il coraggio di scoprirle, al di là che esse si avvertano buone o cattive.

La psicoterapia breve

Coloro che hanno raggiunto una buona consapevolezza possono accedere ad una psicoterapia breve, caratterizzata da un obiettivo prefissato che viene raggiunto, generalmente, nell’arco di circa 20 sedute.

Si tratta di un percorso terapeutico volto a favorire la conoscenza di quelle parti della psiche a noi poco chiare che Joung chiamava “parti Ombra”.

Per maggiori informazioni sulla sedute di psicoterapia breve clicca qui.

Pubblicato in data: | Categoria Articoli, Psicoterapia.

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