Per curare l’ansia devi fartela amica

gestire l’ansia mario mengheri

Quando abbiamo la febbre ci procuriamo un termometro per misurare in modo sicuro la temperatura corporea. Ovvero utilizziamo un metodo e uno strumento opportuni per valutare un dato di realtà. Se la temperatura è superiore ai 39°C ci allertiamo e con pazienza ricorriamo a rimedi per abbassarla.
Non ce la prendiamo di certo con il termometro!

L’ansia è come un termometro

Allo stesso modo l’ansia o un attacco di panico, unitamente ad altri sintomi, sono da considerarsi validi ‘termometri’ interni e quando giungono a farci visita dovremmo ricordarcelo.
Dolori, respiro corto, sintomi da ansia, panico rappresentano lo ‘strumento’ che ci dà informazioni su uno specifico “dato di fatto” che ci appartiene. La loro funzione è di avvisarci che qualcosa in noi non va a livello psichico e corporeo o, meglio, a livello psicosomatico.

Possiamo anche figurarci l’ansia come una sveglia mattutina dal suono sgradevole, che noi stessi abbiamo programmato, che ci avvisa che è giunto il momento di alzarci e di interrompere il sonno seppur piacevole per iniziare una nuova giornata.
Essa funziona da sveglia interna che ci avverte quando un problema ancora a noi non manifesto, inconscio, ci affligge.
Propizia dunque il nostro benessere e vuole ‘svegliarci’ come fa una sveglia per condurci a un atto di presa di coscienza.

Per gestire gli attacchi di ansia devi accoglierla come un’amica

Il primo passo verso il nostro benessere è allora quello di considerare l’ansia come amica e di accoglierla. Un’amica che non solo non va rifiutata, ma che va ascoltata per comprendere qual è il problema su cui vuole farci aprire gli occhi.
Il disagio fisico (vampate di calore o brividi di freddo, insonnia, vertigini, tachicardia, palpitazioni, fiato corto, etc.) che spesso accompagna l’ansia può essere placato sia attraverso tecniche di respirazione e sia a livello cognitivo quando l’ansia sappiamo riconoscerla e viverla semplicemente come campanello di allarme qual è.

 

Porsi le domande giuste aiuta a gestire gli attacchi di panico e altri sintomi da ansia

A questo scopo possiamo porci alcune domande: quando è iniziata la sensazione di mal-essere? La prima volta dove mi trovavo, cosa stavo facendo, come mi sentivo? C’era qualcuno con me?
È utile focalizzare la mente su domande concrete in quanto ci fornisce un duplice supporto: da una parte distrae la mente dal disagio e dall’altra prende avvio un lavoro riflessivo per ricostruirne il percorso.
Non è però cosa semplice e non sempre funziona. Occorre essere molto onesti e sinceri con se stessi. Va detto che non tutti i problemi si possono in ogni caso affrontare da soli. A volte può essere necessario chiedere aiuto.

Il primo passo per affrontare l’ansia consiste nell’essere sinceri con sè stessi, il secondo nella capacità di chiedere aiuto.

Lo psicoterapeuta è il professionista che è in grado di fornirci strategie e tecniche e guidarci ad apprendere, nel giro di quattro o cinque sedute, come razionalizzare, ridimensionare e contenere l’amica ansia.

Skype e la psicoterapia online

Da alcuni anni nel lavoro di cura una grande opportunità viene offerta dalla tecnologia digitale che rende possibile la consultazione e lo svolgimento di un percorso di psicoterapia anche online, solitamente via Skype, nella modalità voce e video in contemporanea.
Tale modalità di lavoro, riguardo all’efficacia, presenta la medesima rilevanza della classica psicoterapia vis a vis. Altresì, permette a tutti coloro che previo appuntamento telefonico ne fanno richiesta, di intraprendere un percorso di cura senza doversi far carico dei tempi e costi dei trasferimenti per recarsi allo studio del terapeuta.
Un ulteriore vantaggio è quello di assicurare la continuità di trattamento con lo stesso terapeuta di fiducia e comodamente da casa anche nel caso di trasferimento in altra città o paese. O, nel caso, è possibile lavorare con uno psicoterapeuta o uno psicoanalista da noi preferito anche se svolge la sua professione fuori dalla nostra provincia.

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