Essendo l'AIRP un'Agenzia Accreditata dalla Regione Toscana visto che a breve usciranno i Voucher Individuali nelle varie Province (Livorno, Pisa, Lucca, Pistoia, ...) PARTIRA' UN NUOVO PRIMO ANNO DI COUNSELING: Gli iscritti potranno fare domanda e, se rientrano, accedere ai Fondi Sociali Europei (FSE) Fine settimana dimostrativo: Sabato 7 ore 11.30-17.30; dom. 8 febbraio 10.30-17.00 presso "Il nuovo club" Livorno

Notizie flash

Ricordiamo il X Convegno Nazionale di Psicosomatica dal titolo "Le relazioni di aiuto: sviluppi e prospettive nel contesto attuale" che si terrà il 23 e 24 ottobre 2010 c/o Museo di Storia naturale in via Roma 234 a Livorno. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.airplivorno.com

Funzione genitoriale Stampa E-mail
Non c’è dubbio riguardo al fatto che il mestiere del genitore, nonostante sia il più antico e ilpiù studiato, rimanga il più difficile. Nei neogenitori si osserva con chiarezza un’inquietudine,spesso non suffragata dalla richiesta di aiuto, che li caratterizza prima di giungere ad acquisirealmeno un po’ di consapevolezza del ruolo che compete loro riguardo ai figli. Col passare deglianni, si ascoltano genitori sempre più rammaricati riguardo ai propri errori, e figli sempre piùsuperficiali e intolleranti nei confronti dei genitori che, in fin dei conti, (di solito) hanno cercato disvolgere al meglio i ruoli che competono alla loro funzione genitoriale. Un buon figlio sarà tale solodopo aver capito che può perdonare i suoi genitori nonostante gli errori nell’educazione che, spesso,avvengono proprio per scarsa consapevolezza del significato da attribuire alla funzione genitoriale.Nessuno nasce “imparato”, nessuno ci insegna ad essere genitori sufficientemente buoni e,quando si impara sul campo, è sempre inevitabile commettere sbagli. I figli (spesso) hanno lapretesa, l’arroganza che (anche a vent’anni) possono dire e fare, proprio ai loro genitori, quello chevogliono. Certo è che il rapporto genitori-figli deve essere bidirezionale e non si può pensare, anchese ciò purtroppo avviene, che un figlio possa giungere a far soffrire un genitore per gli errori chequesti ha commesso nell’età giovanile, soprattutto perché ha cercato prima di fare al meglio e, piùtardi, di recuperare, per quanto gli era concesso. I figli sono spesso troppo intransigenti, pocoriconoscenti e svalorizzanti riguardo ai genitori, poco disponibili al recupero di una serena ecomprensiva relazione con i loro cari, anche quando questi appaiono segnati dalla sofferenza e daldispiacere per gli errori commessi loro malgrado negli anni che sono inesorabilmente passati. Etrovo che questo atteggiamento sia di frequente all’origine di profondi malesseri e sofferenze,laddove sarebbe forse sufficiente una maggiore disponibilità al dialogo, un’attitudine piùaccogliente, anche verso gli errori commessi e i torti subiti - dagli uni e dagli altri - per recuperareuna maggiore consapevolezza dell’affetto che, comunque, è stato speso, viene speso e ancora puòessere speso fra un figlio e il suo genitore. Non dobbiamo privarcene. I genitori (e i figli) debbonofare di tutto per aprire la porta al dialogo: solo comprendendo (comprendendosi) si può riuscire adaccettare l’altro. Dialogare significa fornire la possibilità di conoscersi e, di conseguenza, di riconoscersi(Mengheri, 2001). È opportuno riuscire a convincersi che la relazione tra figli e genitoriè necessariamente gravida di rischi, di errori, di incomprensioni per entrambe le parti, ma che illasciare che queste storture sedimentino in noi, consentire loro di generare rancori, di smorzareaffetti, è il danno più grave che possiamo arrecare alla nostra esistenza, è un cancro che mina lefondamenta del nostro benessere psicoaffettivo.Attraverso la Promozione della Salute l’Associazione Italiana per la Ricerca in Psicosomatica cerca di colmare questo gap culturale e sociale.

 

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