Il Sacrificio da patire noi tutti per … ascendere a miglior vita:

Discendere da una vetta vertiginosa, cadere da una cascata in un abisso, in un fiume, in un anfratto, precipitare agli Inferi, significa, spesso, patire una sofferenza, incontrare la propria Ombra, che va accolta con coraggio schiudendosi alla relazione dialettica e talora conflittuale con essa

Solo animando un processo di immersione-riemersione dall’inconscio è possibile muovere la psiche ctonia, l’energia vitale e accedere a stati psichici di maggiore e ulteriore consapevolezza verso nuove possibilità di vita

Scendere verso il basso al Regno di Ade*, quello stesso che incontriamo nei sogni, alla profondità, quindi nell’inconscio, è la possibilità donataci dalla psiche per ‘tornar a rivedere le stelle’, per vivere una vita migliore, una realtà altra e una più luminosa apertura all’esistere

Non si tratta di una caduta distruttiva nell’abisso priva di scopo, ma di una significativa catabasi (discesa da viventi nell’Ade) il cui esito è visione in trasparenza, simbolica, che consente di vedere chi realmente siamo, dove stiamo andando e guida al recupero del ben-essere. In questo senso l’ansia, come altri dis-agi e sintomi, possono marcare uno squilibrio di stadi/tappe evolutive della nostra soggettività, ma la sua presenza non indica necessariamente patologia

I sintomi, immaginati -nella considerazione che l’immaginazione è realtà- e vissuti come chiavi simboliche, possono divenire possibilità di accesso al tesoro nascosto nel forziere custodito da ciascuno nel Regno di Ade a cui è possibile accedervi e attingere energia dalla fonte dell’origine per cambiare il corso di molte cose e, infine, tornar a rivedere le stelle. Accade così che potenze numinose potenzialmente distruttive, non più inconsce, si convertano in forze risanatrici, diventino mirabili risorse

Jung nel 1911, scrive a riguardo: «Colui che è costretto a percorrere la via del declino, lo faccia con gli occhi bene aperti. […] A ogni declino segue un’ascesa. Le forme che svaniscono si ricompongono e, alla lunga, una verità è valida solo quando è suscettibile di mutamento e testimonia di sé in nuove immagini, in nuove lingue, come un vino nuovo che viene messo dentro botti nuove.» (Opere, vol. V, Simboli della trasformazione, p. 349)

*Dall’ultima mia fatica letteraria: «il Regno di Ade, vive dentro noi, e nel nostro inconscio collettivo. È il luogo dove vivono i ricordi, i pensieri e i sentimenti rimossi. È dove i desideri cui non abbiamo dato corpo e possibilità sono rimasti vaghi abbozzi e si celano sotto forma di diafane ombre»: Il Benessere Personale e Organizzativo. Percorsi junghiani generativi e trasformativi, M. Mengheri -a c. di-, 2018, pp. 144-5, Pisa University Press

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